venerdì, 18 settembre 2009

AGGIORNAMENTI 

CONCERTI

Venerdì 9 ottobre - Osteria Papacqua (Castellina Marittima, Pisa)

Venerdì 30 ottobre - Teatro Giacosa (Ivrea)

Sabato 31 ottobre - Convento dell'Annunziata (Sestri Levante) *Serata in memoria di Fernanda Pivano

Giovedì 5 novembre - Circolo Lettori (Torino) *Pomeriggio dedicato alla Canzone d'Autore Genovese - dalle 16

IL GRANDE FRESCO

Giovedì 15 ottobre, 19 novembre e 10 dicembre - Lo Sbarco (Torino)

Venerdì 16 ottobre, 27 novembre e 11 dicembre - Vanghè (Milano)

Giovedì 29 ottobre, 26 novembre e 17 dicembre - Officine Sonore (Vercelli)

Mercoledì 4 novembre - House concert (Alessandria)

Domnica 8 novembre e 20 dicembre - Caffè Basaglia (Torino)

Domenica 29 novembre - Modà (Chiavari)

AMARKORD VARIETE'

Mercoledì 14 ottobre - Teatro Carignano (Torino)

Venerdì 23 e Sabato 24 ottobre - Teatro Comunale (Nicosia, Cipro)

Sabato 21 novembre - Teatro Vittoria (Pennabilli)

Domenica 27 novembre - Teatro Concordia (Venaria)

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domenica, 23 agosto 2009

Questi i prossimi concerti

28 agosto - Sori (Ge) *CONCERTO PER ASS. GIGI GHIROTTI

29 agosto - Serravalle Pistoiese (Pt) *ROCCA DI CASTRUCCIO

30 agosto - Zoagli (Ge) *IL BANCO (ospite GUIDO CATALANO)

5 settembre - Osnago (Co) *FESTA DEMOCRATICA

6 settembre - Genova *OMAGGIO A FABRIZIO DE ANDRE'

8 settembre - Torino *AGUA

Vi aspettiamo numerosi

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domenica, 16 agosto 2009

Domenica 16 agosto. La città sembra il risultato di una deflagrazione atomica, di quelle che distruggono gli esseri umani ma lasciano intatte le strade, le case, le cose. Non si muove nulla e perfino i passi delle mie Clark fanno rumore in questo silenzio assordante. Le saracinesche dei negozi sono blindate, c’è un caffè rimasto aperto ma è deserto e il gestore sta appoggiato alla cassa, immobile, come una statua di pietra, marmorizzato dalla medusa agostana. È un caffè cupo, spoglio, le vetrine dei sandwich sono vuote e opache e sulle mensole degli alcolici la polvere copre etichette di vermouth antichi, di vecchie romagne, di liquori d’erbe, di sambuche e sangrie in bottiglia. Seduto al tavolino provo a cogliere un’espressione nello sguardo vitreo del barista, vitreo e polveroso come le sue bottiglie, ma lo sguardo è fisso nel vuoto e le palpebre non si muovono e sembra non scorrere sangue nelle sue vene e sembra che nemmeno dia adito a un respiro. Anche il mio cuore mutilato rallenta le pulsazioni e penso che mi piacerebbe in questo preciso momento rimanere pietrificato come quell’uomo dietro il bancone del bar. Pietrificato, finchè quest’aria densa e malmostosa non si sciolga accogliendo settembre con tutti i suoi buoni propositi. Anche la stazione è deserta e, sebbene stia proprio qui di fronte, non si sente il rumore di un treno in partenza o in arrivo, non si avverte l’odore di ferodo, non si ascoltano gli annunci dagli altoparlanti. Non ci sono ritardi, non ci sono viaggiatori, non ci sono capostazione, non c’è la polfer. Ci sono solo i matti, i matti e i tossici che ciondolano in quell’equilibrio tipico loro, ch’è un mistero della fisica come riescano a stare in piedi in quella posizione così piegata in avanti, eppure non cadono. I matti parlano da soli e scuotono la testa, io li capisco perché anch’io parlo da solo e camminando e camminando procedo per dialoghi immaginari con l’amore perduto e con quello che dovrà arrivare. Il sexyshop davanti a casa è chiuso, ed è chiuso anche il ristorante cinese all’angolo, il che è segno di vera deflagrazione nucleare. Il termometro indica 37 gradi, il cielo è di un azzurro pallido che sbianca completamente al ricordo dei suoi occhi, il barista è nella stessa posizione di prima, non mi ha chiesto cosa volessi, non ho ordinato niente, sono semplicemente uscito. Domenica 16 agosto, la solitudine è carne, ossa e sangue, la tocchi con le dita e lei ti avvolge soffocandoti, togliendoti il fiato. Chiudo gli occhi e quando li riaprirò sarà tutto finito.

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lunedì, 22 giugno 2009

on line su www.myspace.com/federicosirianni l'inedito "DOVE" in ascolto fino al 1 luglio

dove i cieli d'aprile hanno lacrime di pioggia dove il sangue delle nuvole colora il temporale dove i fiori selvatici profumano di roggia ogni fiore è meno fiore senza te

dove fugge l'aurora se la nott fa scintille alla luce dei lampioni che disegnano il selciato dove le madonne appese ti consegnano le stelle ogni stella è meno stella senza te

dove scioglie la neve e diventa corrente dove i fiumi s'incontrano e non si parlano mai dove scende la notte e la notte ti stende ogni notte è meno notte senza te

dove l'erba non cresce dove grida il deserto dove il sole non scalda ma brucia negli occhi dove il tempo non passa e ha il respiro più corto dove guardi atttraverso derrate di specchi dove c'è il tuo riflesso e il riflesso svanisce dove il rovo trafigge poesia e vanità

dove scende la notte e la luce assopisce ogni luce è meno luce senza te

dove scende la notte e violenta colpisce ogni cosa è molto meno senza te

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sabato, 13 giugno 2009

Martedì 16 Giugno - "Salvi…..AMO LA MUSICA!"

FEDERICO SIRIANNI
+ ORCHESTRA DEL RUMORE ORDINATO
in concerto a San Salvi!!

Centro culturale P. Paoli/Chille de la balanza
via di san salvi 12 firenze
055 6236195
inizio ore 21.30
ingresso: 1 euro per SALVare la musica!


FEDERICO SIRIANNI incontra la nuova sensazione della scena musicale fiorentina, l'ORCHESTRA DEL RUMORE ORDINATO, una band ordinata ma non ordinaria!
Un viaggio musicale che da Genova passa dai Balcani e dal Messico dei Mariachi per arrivare all'America in bianco e nero di Tom Waits e Jack Kerouac.

Appuntamento imperdibile dal quale non è garantita la SOPRAVVIVENZA!!

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mercoledì, 03 giugno 2009

le esibizioni di questo weekend

venerdì 5 giugno - Edizioni Ambiente (Milano)

Federico Sirianni (voce, chitarra acustica), Matteo Castellan (fisarmonica)

sabato 6 giugno - Marina Aeroporto (Genova)

Federico Sirianni (voce, chitarra acustica), Matteo Castellan (voce, fisarmonica, glockenspiel), Matteo Negrin (voce, chitarre elettrica e classica, sacchetti), Marco Piccirillo (contrabbasso e facce)

domenica 7 giugno - Castello Valentino (Torino) "Festa di Slow Food"

Federico Sirianni (voce, chitarra acustica) con i Sans Papier

vi attendiamo numerosi

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venerdì, 29 maggio 2009

Questa mattina sono dieci anni esatti da quando ho lasciato Genova per Torino, una casa tutta sfalsata all'imbocco del centro storico, un manipolo di amici, pochissimi parenti stretti, un mare d'acciaio di cui non avrei avuto molta nostalgia, i personaggi sghembi dei vicoli - quelli si, un po' mi sono mancati. C'è un libretto molto bello, si chiama "La valigia", di Sergeij Dovlatov, suggeritomi da una pusher letteraria di ottimi gusti. L'introduzione è ambientata in un ufficio russo d'espatrio, il Nostro parte per New York e l'immancabile burocrate gli fa presente che è permesso portare con sè solo tre valigie.

"Solo tre valigie?! Ma come si fa con tutta la roba?" Dopo una settimana stavo già raccogliendo le mie cose e potei constatare che una sola valigia bastava e avanzava. Dalla pena che mi facevo, poco mancava che mi mettessi a piangere. In fondo avevo trentasei anni. Diciotto dei quali avevo lavorato. Qualcosa avevo gaudagnato, avevo comprato. In fondo, ero convinto di possedere delle cose. E invece, in tutto, una sola valigia. E per di più piuttosto piccola. Ma allora ero un poveraccio? E come avevo fatto a ridurmi così?! (S.Dovlatov "La valigia) 

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domenica, 24 maggio 2009
Sabato: la sera dei dilettanti
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sabato, 23 maggio 2009
C'era un caldo che si soffocava, caldo e afoso, come il nuovo disco di Dylan che scorre sul cdrom del mio pc, un disco sporco di catrame ruvido di cartavetro torbido di mississipi cupo di voodoo, divago lo so stavo parlando d'altro (grazie comunque, mr. Zimmermann). C'era un caldo che s'appiccicava alla pelle, un caldo poco di maggio che soffocava le stelle e lasciava vapori nel cielo. C'era la gente che s'è sottoposta alla tortura della claustrofobia, dell'ossigeno assente per non mancare al grande finale del Grande Fresco con cui il poeta e il cantautore hanno salutato gli ammiratori fedeli. E grazie a quei bravi ragazzi dei Sans Papier, a quell'ugola meridionale bellissima di Fabrizio Scolletta, alle geniali intuizioni di Arsenio Bravuomo, agli amici del Caffè Basaglia, ch'è un luogo da far proteggere al F.A.I. dio l'abbia in gloria e non ce lo tolga mai. E, dopo un anno quasi esatto di lavoro insieme io ringrazio il sommo vate Guido Catalano, ch'è un piacere aver suonato e faticato con lui, perchè lui è proprio un poeta fortissimo, che scrive le poesie che fanno ridere tranne il finale che invece ti fa pensare. Comunque Il Grande Fresco chiude la sua avventura invernale (buffo usare questo termine a 33 gradi di temperaturambiente) ma non si ferma. Continuate a seguirci, ci troverete in qualche luogo nell'estate che arriva, che è già arrivata, che non vuole passare. Grazie a tutti (anche a mr. Zimmermann, perchè 'sto disco picchia duro).
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giovedì, 14 maggio 2009

GALLIARI DODICI

 

Raschiano le voci su muri stonacati

E per le scale buste colorate

Rissa nel cortile scambio nell’androne

I vetri rotti chiudi quel portone

Tangeri si muove a tempo di serpente

Lima chiama Lagos non risponde

Buttano per terra qualità scadente

La ragazzina non fa più domande

Galliari dodici

 

La notte si fa festa per i ballatoi

E a festa chiusa si finisce a botte

La porta accanto è strano non si chiude mai

Rumore di bicchieri e di ossa rotte

Grida disperata frasi incomprensibili

Dall’altro lato lite e gelosia

E schiaffi sulla faccia e in cielo dirigibili

che accolgono bagliori di follia

Galliari dodici

 

E filtra dalle imposte un’alba sempre pallida

Perché su questi tetti non si dorme

Camminano veloci e schivano le antenne

E le tegole che cedono

Retate senza orario formiche si disperdono

Allarme nero c’è la polizia

A frotte si nascondono porte che si sfondano

E il materasso pieno di maria

Galliari dodici

 

Dorme sulla terra sulla terra nuda

Il mio vicino d’Africa in guerra

Mi chiede cosa voglio c’è una scelta varia

E la finestra è chiusa con la sbarra

Stesa sul divano un mucchio d’ossa e vene

Rossetto sparso a caso un po’ qua e là

Bussano frenetici sanno dove stanno

La roba buona e l’emmediemmea

Galliari dodici

 

Brulica l’inferno brulica di insetti

Brucia il fuoco lento nei tuguri

Bruciano i dannati bruciano nei letti

Odore di kebab e di tandoori

Sfrigola la carne m’hai guardato storto

La lama brilla e cambia direzione

Sbaglia una risposta e sei un uomo morto

Il peccato non prevede redenzione

 

Galliari dodici

postato da: sirianni alle ore 01:34 | Permalink | commenti (3)
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